Bimehera Beyamenu, Imshallah!

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“Speriamo di invitarti presto a parlare nella nostra Moschea costruita!” Mi dice l’Imam; “Bimeherà beyamenu” (= presto ai nostri giorni) rispondo, con l’ottativo ebraico dedicato alla ricostruzione del Tempio di Gerusalemme in era messianica. “Imshallah!” risponde l’Imam. Esco.

Questa è stata la conversazione con cui mi sono accomiatata dall’Imam Tchina una sera di questa settimana, dopo aver trascorso alcune ore splendide.

Ma facciamo un passo indietro… Io arrivo sempre troppo troppo di corsa alle cose.. impreparata, senza aver letto i volantini e le comunicazioni degli eventi, neppure quelli che parlano di me, intendo. Non avevo capito dove stavo andando, che cosa stava per succedere. Avevo appena finito di ricordare Rav Laras al centro culturale San Fedele a Milano centro, commentando il passaggio del mar rosso come descritto nel Libro dell’Esodo e nei commentari. Assieme a me un gesuita belga, Jean Louis Ska, distinto ed elegante. Ho preso la metropolitana al volo, accompagnata da mia madre che tornava a casa, in metro ho scritto a un amico che stavo avventurandomi a Sesto San Giovanni.. Hic sunt leones!. In effetti al centro islamico c’era anche un prete di nome Don Leone, che mi ha accolta e stretto la mano. E lì ho iniziato a capire: il decanato di Sesto e il Centro culturale islamico avevano invitato un’ebrea, per di più donna, a studiare con loro, a insegnare a centinaia di convenuti, cattolici e islamici, la figura di Abramo, il patriarca Avraham. Le soprascarpe non bastavano perché nel contare le presenze previste nessuno aveva pensato che quelle “presenze” avrebbero avuto due piedi l’una. Avevo in mano una rosa bianca, donatami da una signora a San Fedele. L’ho posata sul tavolo dei relatori e chiesto un vaso: qualcuno l’ha portato. Ho piantato la mia rosa lì davanti a tutti e parlato di Abramo, e ascoltata una teologa musulmana e un prete e teologo cattolico. Ho volato, ho pensato di essere in una biblica Terra di Canaan, prima di tutto, prima di ogni lite, se mai è esistita una umanità che non litiga. Un signore mi ha rivolto una domanda faticosa: che cosa rappresenta per me Israele, e che cosa rappresenta per “lebraismo” .. Ho spiegato che è una terra che amo, che Gerusalemme è la mia città, che Isarele è una terra che “divora i suoi abitanti”, come è scritto nella Torah. Abbiamo poi divorato assieme dolci e delizie di ogni genere, le signore che li avevano preparati mi parlavano delle ricette “israeliane” che sono le stesse di tutto il Mediterraneo, o almeno del Medio Oriente. Abbiamo bevuto the alla menta e scambiato sorrisi, anche il signore che mi aveva posto la domanda su Israele è venuto ad abbracciarmi, così una signora cui un mio racconto aveva fatto scendere lacrime di commozione. La rosa se ne stava sul tavolo e profumava in silenzio. Sono tornata a casa mia con la sensazione di essere una sorta di Alice nel Paese delle meraviglie che non sempre capisce in che buco si sta cacciando, ma a volte finisce su vette sublimi e può solo ringraziare il bianconiglio che ha seguito senza far domande.

Foto 22:11:17 Moschea

On Else’s Mount

Thanks to a generous ROI micro grant, on October 13th – 15th 2017
I spent 3 days at the 22nd Else Lasker Schüler Forum in Monte Verità, Ascona (Switzerland). This was organised by the Else Lasker – Schüler Gesellschaft (Society) of Wuppertal.
This was extremely exciting as I was able to meet there academics, scholars and artists who share my interest and passion in this superb Jewish German woman poet who died in Jerusalem in 1945, in the very same hospital (Mount Scopus) in which I was born less than 40 years later!
I’ve written and staged a play about Else, her life and work: Il mare in valigia (the sea in suitcase). P

Il mare in valigia
IL MARE IN VALIGIA Un viaggio fra le pagine della poetessa Else Lasker-Schüler Drammaturgia e regia di MIRIAM CAMERINI Con VALERIA PERDONO’ e MIRIAM CAMERINI Con la collaborazione di LUCA PIVA 15 maggio 2012 Teatro Della Memoria via Cucchiari 4, Milano Foto Luca Piva © 2012

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participating to the forum gave me the opportunity to watch another play based on her life and text produced by the Wuppertal Theatre in Germany. I personally met the producer, actress and director of the show and we established a relationship that I hope we’ll all be able to use for further collaboration. I also suggested that we bring my play to the next Forum: there are some good chances this will happen, provided that we find a way to overcome linguistic barriers (we might do supertitles to the show, which is in Italian). I also heard important lectures on the most recent findings about Lasker – Schüler and her literary world. On my way back to Milan I profited from the occasion to meet Giancarlo Cohen, the President of the Jewish – Christian association of Lugano, to whom I also proposed my play and a lecture on Lasker – Schüler.
The whole experience has been extremely inspiring and enriching in terms of both knowledge, inspiration as well as networking.